Concorso SSM Urologia: 10 quiz con soluzioni

Urologia al concorso SSM valuta l'ostruzione e il rischio oncologico. Serve riconoscere ritenzione acuta di urina, colica renale, torsione del testicolo ed ematuria, e scegliere la condotta urgente. Patologia prostatica, gestione del catetere e infezione urinaria completano il programma. Ematuria macroscopica indolore e scroto acuto sono i due segnali che decidono molte domande, insieme alla funzione renale.

Dove si perdono punti

  • Dimissione con testicolo dolente e sollevato invece di valutazione chirurgica immediata.
  • Non riconoscere insufficienza renale ostruttiva da ritenzione e non svuotare la vescica.
  • Dimenticare analgesia e dimensioni del calcolo nella scelta terapeutica.
  • Sottovalutare ematuria macroscopica perché il paziente è giovane o l'episodio è isolato.

Linea guida di riferimento: Il concorso SSM segue le linee guida della Società Italiana di Urologia e le raccomandazioni SNLG su ematuria, calcolosi e ritenzione urinaria.

Dieci domande di urologia nello stile del Concorso SSM, con la risposta corretta e il ragionamento. Vengono dalla banca domande di IT.med, che ha 18 domande di urologia.

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  1. 1 / 10

    Un uomo di 68 anni ha sintomi urinari da ipertrofia prostatica con flusso ridotto e residuo vescicale aumentato. La terapia medica con alfa-bloccanti e inibitori della 5-alfa-reduttasi non ha dato sollievo sufficiente e il paziente è operabile.

    Qual è il trattamento più appropriato?

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    Risposta: B. Resezione transuretrale della prostata o tecnica endoscopica equivalente

    Spiegazione: Nell'ipertrofia prostatica benigna con sintomi persistenti nonostante la terapia medica la resezione transuretrale della prostata, o una tecnica endoscopica equivalente, è il trattamento chirurgico di riferimento. Proseguire la sola terapia medica o ricorrere ad antibiotici non risolve l'ostruzione e il residuo vescicale.

    • A. Quando la terapia medica non è sufficiente si considera la chirurgia e non l'attesa indefinita.
    • C. La nefrostomia è una misura temporanea per l'ostruzione e non il trattamento dei sintomi da ipertrofia.
    • D. Gli antibiotici non trattano l'ostruzione prostatica e non sono indicati in assenza di infezione.

    Fonti: Linee guida della European Association of Urology (EAU), 2026

  2. 2 / 10

    Una donna di 42 anni si presenta in pronto soccorso per colica renale sinistra associata a febbre elevata (39.5°C) con brividi scuotenti e ipotensione (PA 90/55 mmHg). Gli esami di laboratorio evidenziano leucocitosi neutrofila (18.000/uL) e incremento della creatinina (1.8 mg/dL). La TC addome senza contrasto mostra un calcolo di 7 mm nell'uretere prossimale sinistro con marcata idronefrosi a monte.

    Qual è la priorità terapeutica immediata per questa paziente con calcolo ureterale ostruttivo e sepsi?

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    Risposta: A. Drenare urgentemente la via urinaria con stent ureterale o nefrostomia, iniziando antibiotici endovena e rianimazione emodinamica.

    Spiegazione: Febbre, brividi, ipotensione e idronefrosi a monte di un calcolo indicano un'infezione urinaria ostruttiva con sepsi, un'urgenza urologica tempo-dipendente. Occorre iniziare subito antibiotici endovena e rianimazione emodinamica, raccogliendo colture di sangue e urine senza ritardare il trattamento. La via escretrice va decompressa urgentemente con stent ureterale o nefrostomia percutanea, scelti secondo anatomia, stabilità e disponibilità. La rimozione definitiva del calcolo si rinvia finché l'infezione non è controllata, perché la procedura in fase settica può peggiorare la situazione La scelta fra i due metodi di drenaggio dipende dalla possibilità di attraversare l'ostruzione, dalle condizioni anatomiche e dalle risorse del centro; entrambi servono a ottenere il controllo rapido del focolaio..

    • B. L'infezione in un sistema ostruito richiede drenaggio urgente insieme agli antibiotici, senza attendere l'evoluzione della febbre.
    • C. La litotrissia non controlla l'infezione né drena la via ostruita; il trattamento definitivo del calcolo va rinviato finché la sepsi non è risolta.
    • D. Nella fase settica la priorità è drenare il sistema e controllare l'infezione; la rimozione definitiva del calcolo viene differita.

    Fonti: EAU Guidelines on Urolithiasis, edizione 2025

  3. 3 / 10

    I genitori di un bambino di 6 anni riferiscono che il figlio bagna il letto quasi ogni notte. Il bambino non ha mai avuto un periodo di continenza notturna superiore a 6 mesi, non presenta sintomi urinari diurni (disuria, urgenza) ed ha uno sviluppo psicomotorio e fisico del tutto normale.

    Qual è la gestione iniziale raccomandata per l'enuresi notturna primaria monosintomatica a questa età?

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    Risposta: D. Spiegare che l’enuresi è involontaria, concordare abitudini minzionali regolari e normali durante il giorno e valutare allarme o desmopressina se il bambino e la famiglia desiderano un trattamento.

    Spiegazione: L’enuresi notturna primaria monosintomatica è comune a sei anni e non è un comportamento volontario. Si valuta l’impatto sul bambino, si rassicura la famiglia e si concordano abitudini minzionali regolari, evitando colpevolizzazione e restrizioni idriche eccessive. Se il bambino è motivato e il problema è significativo, si possono discutere allarme o desmopressina con istruzioni di sicurezza.

    • A. L'imipramina (antidepressivo triciclico) ha importanti effetti collaterali cardiologici e neurologici e rappresenta una scelta di terza linea da evitare.
    • B. Intervento invasivo e pericoloso, assolutamente controindicato per l'enuresi funzionale.
    • C. Le punizioni aumentano l'ansia e la colpa del bambino, ritardando la risoluzione dell'enuresi.

    Fonti: Linee Guida Internazionali ICCS Enuresi; SIP Urologia Pediatrica

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  5. 4 / 10

    Un adolescente di 15 anni viene condotto in sala operatoria per una torsione testicolare sinistra confermata all'ecocolordoppler, con sintomi insorti da circa 4 ore. All'esplorazione chirurgica per via scrotale, il testicolo sinistro appare congesto e violaceo. Dopo la detorsione manuale del funicolo e l'applicazione di impacchi caldi per 10 minuti, il parenchima testicolare recupera un colorito roseo soddisfacente e mostra sanguinamento attivo all'incisione della tunica albuginea.

    Qual è il corretto completamento dell'atto chirurgico secondo gli standard urologici internazionali?

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    Risposta: C. Fissare il testicolo sinistro vitale e, nella stessa seduta, eseguire orchidopessia controlaterale preventiva.

    Spiegazione: Il testicolo che recupera colore e sanguinamento dopo detorsione e riscaldamento è vitale e va preservato. Si esegue orchidopessia omolaterale per prevenire una recidiva e si fissa anche il testicolo controlaterale nella stessa seduta, poiché la predisposizione anatomica può essere bilaterale. L'orchiectomia è riservata a un testicolo chiaramente necrotico e non recuperabile dopo valutazione intraoperatoria. Il riposizionamento senza fissazione lascia irrisolto il rischio di una nuova torsione La fissazione deve essere eseguita con tecnica che riduca il rischio di nuova rotazione e preservi il parenchima; l'aspetto intraoperatorio e il recupero della perfusione guidano la scelta di conservare l'organo. In questo caso, il recupero del colore e il sanguinamento parenchimale dopo detorsione sostengono la conservazione, seguita da fissazione bilaterale per ridurre le recidive..

    • A. Se dopo detorsione il testicolo appare vitale, l'orchiectomia non è indicata e non previene una nuova torsione controlaterale.
    • B. Senza fissazione persiste il rischio di recidiva; gli antibiotici non correggono la predisposizione anatomica.
    • D. La rimozione bilaterale causerebbe infertilità e ipogonadismo e non è giustificata quando il testicolo è vitale.

    Fonti: Linee Guida SIU (Società Italiana di Urologia); Campbell-Walsh-Wein Urology

  6. 5 / 10

    Un lattante maschio di 4 mesi viene visitato per un testicolo non palpabile nello scroto destro, percepito in sede inguinale. Il pediatra discute con i genitori il percorso diagnostico e terapeutico.

    Qual è l'approccio corretto al criptorchidismo?

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    Risposta: B. La diagnosi è clinica e la terapia ideale è chirurgica con orchidopessi

    Spiegazione: Il criptorchidismo è il più frequente difetto genitale maschile e la diagnosi è clinica. Poiché nella maggior parte dei casi il testicolo scende spontaneamente nei primi mesi, chi non lo fa va trattato e la terapia ideale è chirurgica con orchidopessi. Ritardare la diagnosi e la terapia aumenta il rischio di infertilità e di tumore del testicolo, mentre la terapia ormonale non è la prima scelta.

    • A. Attendere così a lungo espone a perdita di cellule germinali e aumenta il rischio di infertilità e tumore.
    • C. L'ecografia può servire quando il testicolo non è palpabile, ma non è obbligatoria prima della valutazione clinica.
    • D. La terapia ormonale non è la prima scelta: il trattamento ideale è chirurgico.

    Fonti: ISS, ISSalute, Criptorchidismo

  7. 6 / 10

    Un lattante maschio di 3 mesi presenta una tumefazione tesa, non dolente, a livello dello scroto destro, riscontrata fin dalla nascita. La tumefazione aumenta leggermente di volume durante il pianto. Alla transilluminazione scrotale la massa risulta omogeneamente lucida e trasparente.

    Qual è la diagnosi più probabile, e quale indicazione terapeutica è corretta?

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    Risposta: B. Idrocele congenito non complicato; osservazione e controllo clinico nei primi mesi, con rivalutazione se persiste o se si sospetta un’ernia.

    Spiegazione: La transilluminazione omogenea e l’assenza di dolore suggeriscono un idrocele. Nel lattante senza segni di ernia o complicanze si può osservare, perché molti idroceli si risolvono spontaneamente nel primo anno; la persistenza, l’aumento progressivo o il sospetto di ernia richiedono valutazione chirurgica. La tumefazione non va aspirata in ambulatorio.

    • A. L'ernia si presenterebbe con transilluminazione negativa (contenuto solido/gassoso) ed è spesso dolente se intasata.
    • C. La torsione testicolare è un'emergenza dolorosa acuta con scroto edematoso ed eritematoso, assente fin dalla nascita.
    • D. L'aspirazione ago-procedurale nello scroto del neonato/lattante è controindicata per il rischio di infezioni ed lesioni delle strutture testicolari.

    Fonti: Nelson Textbook of Pediatrics - Inguinal Hernia and Hydrocele; Linee Guida Società Italiana di Urologia Pediatrica (SIUP)

  8. 7 / 10

    Un uomo di 30 anni presenta un aumento volumetrico indolore del testicolo destro, con consistenza aumentata e assenza di trauma. L'ecografia mostra una massa solida e i marcatori tumorali sono elevati.

    Qual è il primo passo terapeutico più appropriato?

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    Risposta: C. Orchifunicolectomia inguinale radicale

    Spiegazione: Nella massa testicolare solida sospetta la orchifunicolectomia inguinale radicale, con legatura precoce del funicolo, è il primo passo perché fornisce la diagnosi istologica e rimuove il tumore. La biopsia percutanea non è indicata, e la chemioterapia segue la stadiazione dopo l'intervento.

    • A. La biopsia percutanea è sconsigliata perché può diffondere il tumore e non è il primo passo.
    • B. L'assenza di dolore non consente l'attesa, dato che la massa solida con marcatori elevati richiede il trattamento.
    • D. La chemioterapia può seguire l'intervento, ma il primo passo è l'asportazione per la diagnosi istologica.

    Fonti: Linee guida della European Association of Urology (EAU), 2026

  9. 8 / 10

    Una donna di 35 anni presenta una colica renale con dolore al fianco, nausea e microematuria. La tomografia mostra un calcolo di 5 mm nel tratto distale dell'uretere, senza idronefrosi marcata né febbre.

    Qual è il trattamento iniziale più appropriato?

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    Risposta: C. Antinfiammatori non steroidei con terapia medica espulsiva

    Spiegazione: Nel calcolo ureterale distale di piccole dimensioni e senza complicanze il trattamento iniziale è l'analgesia con antinfiammatori non steroidei associata alla terapia medica espulsiva, con controllo dell'espulsione e dell'idronefrosi. La litotrissia, la nefrostomia e gli antibiotici sono riservati a situazioni specifiche e non a questo quadro.

    • A. La litotrissia non è il primo trattamento di ogni calcolo distale e va riservata a casi selezionati.
    • B. La nefrostomia è riservata a ostruzione complicata o infezione, assenti in questo caso.
    • D. In assenza di infezione gli antibiotici non trattano il calcolo e non ne favoriscono l'espulsione.

    Fonti: Linee guida della European Association of Urology (EAU), 2026

  10. 9 / 10

    Un uomo di 50 anni ha una stenosi uretrale bulbare recidivante dopo multiple dilatazioni endoscopiche. La stenosi è breve ma fibrotica e provoca un flusso urinario ridotto con infezioni ricorrenti.

    Qual è il trattamento più appropriato per una stenosi recidivante?

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    Risposta: A. Uretroplastica con anastomosi o innesto di tessuto

    Spiegazione: Nella stenosi uretrale recidivante l'uretroplastica con anastomosi o innesto di tessuto è il trattamento con il successo più duraturo, perché rimuove il segmento fibrotico. Le dilatazioni ripetute e il solo cateterismo intermittente danno risultati temporanei, mentre gli antibiotici non correggono l'ostruzione anatomica.

    • B. Le dilatazioni ripetute trattano solo temporaneamente la stenosi e favoriscono le recidive.
    • C. Il cateterismo intermittente può alleviare i sintomi ma non risolve la stenosi fibrotica.
    • D. Gli antibiotici riducono le infezioni ma non correggono la stenosi anatomica.

    Fonti: Linee guida della European Association of Urology (EAU), 2026

  11. 10 / 10

    Un ragazzo di 14 anni si presenta in pronto soccorso lamentando dolore violento al testicolo sinistro insorto improvvisamente durante il sonno. All'esame obiettivo, lo scroto sinistro appare edematoso ed eritematoso. Il testicolo sinistro appare risalito verso l'anello inguinale esterno e orientato orizzontalmente. La palpazione del testicolo evoca forte dolore, che non si attenua affatto sollevando delicatamente lo scroto verso l'alto. Il riflesso cremasterico sinistro è assente.

    Quale combinazione di segni clinici depone maggiormente per la diagnosi di torsione testicolare rispetto a un'epididimite acuta?

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    Risposta: B. Dolore improvviso, testicolo alto e trasverso, riflesso cremasterico assente e nessun sollievo al sollevamento; il segno di Prehn da solo non è diagnostico.

    Spiegazione: Il dolore improvviso, il testicolo alto e orientato trasversalmente e l'assenza del riflesso cremasterico sono segni che sostengono fortemente la torsione del funicolo spermatico. L'assenza di sollievo al sollevamento dello scroto è coerente, ma il segno di Prehn ha accuratezza limitata e non va usato da solo per distinguere le due condizioni. La torsione è un'urgenza chirurgica: se il sospetto clinico è elevato, l'ecocolordoppler non deve ritardare l'esplorazione. Febbre e piuria orientano maggiormente verso epididimite o orchiepididimite In caso di epididimite sono più frequenti un esordio graduale, dolore epididimario e possibili sintomi urinari, ma nessuno di questi elementi sostituisce la valutazione urgente quando la torsione è plausibile. L'anamnesi di esordio durante il sonno e il testicolo alto rendono particolarmente urgente la valutazione, perché il recupero dipende dal tempo trascorso prima della detorsione..

    • A. Il riflesso conservato e l'eventuale sollievo al sollevamento possono orientare verso epididimite, ma il segno di Prehn non è sufficientemente affidabile da solo.
    • C. Febbre e piuria suggeriscono un'infezione, mentre la vignetta descrive segni tipici di torsione.
    • D. La transilluminazione positiva suggerisce una raccolta fluida come l'idrocele, non la torsione acuta.

    Fonti: Linee Guida SIU - Scroto Acuto; EAU Guidelines on Paediatric Urology

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