Concorso SSM Chirurgia Generale: 10 quiz con soluzioni

Dieci domande di chirurgia generale nello stile del Concorso SSM, con la risposta corretta e il ragionamento. Vengono dalla banca domande di IT.med, che ha 18 domande di chirurgia generale.

  1. 1 / 10

    Una donna di 55 anni giunge in pronto soccorso con dolore in ipocondrio destro da dodici ore, febbre 38.3°C e segno di Murphy positivo. L'ecografia mostra calcoli e ispessimento della parete della colecisti a 5 mm, senza dilatazione delle vie biliari; la paziente è emodinamicamente stabile.

    Qual è il trattamento più appropriato in questa fase?

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    Risposta: A. Colecistectomia laparoscopica precoce durante il ricovero con antibiotici e analgesia

    Spiegazione: La colecistite acuta calculosa nel paziente operabile si tratta con colecistectomia laparoscopica precoce, associata ad antibiotici e analgesia, perché riduce degenza e recidive. La colecistostomia percutanea resta riservata ai pazienti ad alto rischio o instabili, mentre il rinvio a tre mesi aumenta il rischio di recidiva.

    • B. Il rinvio sistematico espone a recidiva e a nuove complicanze biliari, quindi non è la strategia di prima scelta nel paziente operabile.
    • C. La colecistostomia percutanea è riservata ai pazienti ad alto rischio chirurgico o instabili, non a tutti i pazienti.
    • D. L'endoscopia tratta la malattia del coledoco e non rimuove la colecisti, quindi non risolve la colecistite acuta.

    Fonti: Linee guida della World Society of Emergency Surgery (WSES), 2024

  2. 2 / 10

    Un uomo di 65 anni ha un adenocarcinoma del colon destro documentato alla colonscopia, senza metastasi a distanza alla tomografia. È programmato per l'intervento con intento curativo.

    Qual è l'intervento oncologico appropriato?

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    Risposta: A. Emicolectomia destra con linfoadenectomia e legatura vascolare centrale

    Spiegazione: L'adenocarcinoma del colon destro resecabile si tratta con emicolectomia destra e linfoadenectomia con legatura vascolare centrale, che consente una stadiazione corretta e il controllo oncologico. Una resezione limitata senza linfonodi o una stomia palliativa non sono adeguate in un paziente operabile.

    • B. La resezione senza linfoadenectomia compromette la stadiazione e il controllo oncologico.
    • C. Nel paziente operabile con malattia resecabile la stomia non è il trattamento curativo.
    • D. La chemioterapia non sostituisce la resezione chirurgica nel tumore del colon resecabile.

    Fonti: Linee guida della European Society of Coloproctology (ESCP), 2023

  3. 3 / 10

    Una donna di 62 anni con pancreatite acuta di grado moderato è ricoverata in terapia subintensiva. Presenta ipovolemia e oliguria, mentre la tomografia mostra infiammazione pancreatica sterile, senza segni di infezione.

    Quale strategia di rianimazione e terapia è appropriata nelle prime ore?

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    Risposta: C. Rianimazione con cristalloidi bilanciata e mirata, senza antibiotici profilattici di routine

    Spiegazione: Nella pancreatite acuta la priorità è una rianimazione con cristalloidi bilanciata e mirata agli obiettivi, evitando sia la sottoreidratazione sia i grandi volumi che aumentano il sovraccarico. Gli antibiotici non vanno usati in profilassi nella necrosi sterile, e la nutrizione enterale precoce è preferibile a quella parenterale.

    • A. La rianimazione troppo aggressiva favorisce sovraccarico e peggiora l'outcome, quindi va evitata.
    • B. L'antibioticoprofilassi nella necrosi sterile non riduce l'infezione e favorisce la resistenza, quindi non è raccomandata.
    • D. La nutrizione enterale precoce è preferibile e il digiuno prolungato non riduce le complicanze.

    Fonti: Linee guida della World Society of Emergency Surgery (WSES), 2024

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  5. 4 / 10

    Un uomo di 54 anni con cirrosi epatica arriva per ematemesi abbondante e instabilità emodinamica. È in corso una rianimazione con accessi venosi e trasfusioni, e il sanguinamento è sospettato da varici esofagee.

    Quale associazione è appropriata per il controllo iniziale dell'emorragia?

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    Risposta: A. Terlipressina endovenosa e legatura endoscopica precoce, con profilassi antibiotica

    Spiegazione: Nell'emorragia acuta da varici esofagee si associano un farmaco vasoattivo come la terlipressina, la legatura endoscopica precoce e la profilassi antibiotica. Il tamponamento con palloncino e lo shunt portosistemico restano opzioni di salvataggio, mentre i beta-bloccanti non arrestano un sanguinamento attivo.

    • B. Il tamponamento con palloncino è una misura di salvataggio temporanea e non il primo trattamento.
    • C. Lo shunt transgiugulare è riservato ai casi che non rispondono o recidivano, non a tutti i pazienti.
    • D. I beta-bloccanti servono alla profilassi e non controllano un sanguinamento attivo in corso.

    Fonti: Linee guida della European Society of Gastrointestinal Endoscopy (ESGE), 2021

  6. 5 / 10

    Un uomo di 58 anni, fumatore e in terapia con antinfiammatori, arriva con dolore epigastrico improvviso e violento, addome rigido e pneumoperitoneo alla radiografia del torace. I parametri sono stabili dopo la rianimazione iniziale.

    Qual è il trattamento chirurgico più appropriato?

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    Risposta: D. Sutura della perforazione con patch omentale e lavaggio peritoneale

    Spiegazione: La perforazione di un'ulcera gastroduodenale si tratta di norma con sutura della breccia rinforzata da un patch omentale e lavaggio accurato del peritoneo, insieme a terapia antisecretiva ed eradicazione dell'infezione da Helicobacter pylori. Le resezioni ampie non sono di routine, mentre la sola terapia medica non controlla la contaminazione peritoneale.

    • A. L'ulcera perforata richiede il controllo chirurgico della perforazione e la sola terapia medica non è sufficiente.
    • B. La resezione ampia è riservata a situazioni particolari e non è l'intervento standard dell'ulcera perforata.
    • C. L'endoscopia biliare non ha alcun ruolo nella perforazione di un'ulcera gastroduodenale.

    Fonti: Linee guida della World Society of Emergency Surgery (WSES), 2024

  7. 6 / 10

    Un uomo di 60 anni con diabete presenta da due giorni dolore intenso alla coscia con cute tesa, chiazze livide e crepitio. È febbricitante e ipoteso, con leucocitosi marcata e lattati elevati.

    Qual è la condotta più appropriata?

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    Risposta: D. Debridement chirurgico urgente associato ad antibiotici ad ampio spettro

    Spiegazione: La fascite necrotizzante è un'emergenza chirurgica in cui il controllo della fonte con debridement ampio e precoce dei tessuti necrotici è determinante, insieme ad antibiotici ad ampio spettro e supporto emodinamico. Rimandare l'intervento per ottenere immagini o affidarsi ai soli antibiotici aumenta la mortalità.

    • A. Nel quadro descritto la sola terapia antibiotica non controlla la necrosi dei tessuti e non basta.
    • B. Il quadro clinico è sufficiente per agire e attendere l'imaging ritarda il controllo della fonte.
    • C. L'ossigenoterapia iperbarica è un supporto e non sostituisce la rimozione chirurgica del tessuto necrotico.

    Fonti: Linee guida della World Society of Emergency Surgery (WSES), 2024

  8. 7 / 10

    Un uomo di 55 anni, asintomatico e senza storia familiare di neoplasie colorettali, si presenta per un consiglio sulla prevenzione. Non ha fattori di rischio particolari.

    Quale strategia di screening è appropriata per un soggetto a rischio medio?

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    Risposta: B. Ricerca del sangue occulto fecale con cadenza biennale nell'ambito dei programmi di screening

    Spiegazione: Nel soggetto a rischio medio lo screening del carcinoma colorettale si basa sulla ricerca del sangue occulto fecale ripetuta con cadenza biennale nell'ambito dei programmi organizzati, con colonscopia di approfondimento in caso di positività. I marcatori tumorali non sono test di screening e l'assenza di sintomi non giustifica l'omissione.

    • A. La colonscopia annuale non è la strategia raccomandata per il rischio medio, che prevede intervalli più lunghi.
    • C. I marcatori tumorali non sono validati come test di screening nella popolazione asintomatica.
    • D. L'assenza di sintomi non esclude lo screening, che è raccomandato per il rischio medio.

    Fonti: Sistema Nazionale Linee Guida dell'Istituto Superiore di Sanità, 2024

  9. 8 / 10

    Un uomo di 48 anni presenta dolore epigastrico a barra con irradiazione dorsale e amilasi e lipasi aumentate. L'ecografia documenta calcoli della colecisti senza dilatazione del coledoco. Il quadro è una pancreatite acuta biliare lieve, senza segni di gravità.

    Quale condotta riduce il rischio di recidiva di pancreatite?

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    Risposta: B. Eseguire la colecistectomia durante la stessa degenza, dopo la risoluzione del quadro acuto

    Spiegazione: Nella pancreatite acuta biliare lieve la colecistectomia eseguita durante la stessa degenza riduce il rischio di recidiva e di nuove complicanze biliari. Rinviare l'intervento o limitarsi agli antibiotici lascia in sede la colecisti litiasica, mentre la sfinterotomia endoscopica da sola non elimina quella fonte.

    • A. Un rinvio oltre la degenza aumenta il rischio di una nuova pancreatite prima dell'intervento.
    • C. Gli antibiotici non rimuovono la causa biliare e da soli non prevengono le recidive.
    • D. La sfinterotomia può essere utile per la litiasi del coledoco, ma la colecisti rimane una fonte di recidiva.

    Fonti: Linee guida della World Society of Emergency Surgery (WSES), 2024

  10. 9 / 10

    Un ragazzo di 17 anni presenta dolore in fossa iliaca destra, febbre 37.8°C e leucocitosi. Segno di Blumberg positivo.

    Quale score può supportare la stratificazione del rischio di appendicite in un adolescente?

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    Risposta: A. Score di Alvarado

    Spiegazione: Lo score di Alvarado combina anamnesi, esame obiettivo e leucocitosi e può aiutare a individuare adolescenti a basso rischio. Un risultato elevato non basta a confermare l'appendicite né sostituisce l'imaging e la valutazione clinica; AIR e AAS hanno prestazioni migliori negli adulti.

    • B. Lo score AIR è validato soprattutto negli adulti e non è lo score pediatrico citato più spesso per un adolescente.
    • C. Wells stima la probabilità clinica di tromboembolia venosa e non quella di appendicite.
    • D. Child-Pugh classifica la gravità della cirrosi epatica e non valuta il rischio di appendicite.

    Fonti: World Society of Emergency Surgery (WSES), Diagnosis and treatment of acute appendicitis: 2020 update of the WSES Jerusalem guidelines, World Journal of Emergency Surgery, 2020

  11. 10 / 10

    Un uomo di 38 anni riferisce da alcune settimane dolore anale intenso durante e dopo la defecazione, con lieve sanguinamento. L'esame mostra una ragade anale posteriore con ipertonia dello sfintere, senza segni di ascesso.

    Qual è il trattamento iniziale più appropriato?

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    Risposta: D. Nitrati o calcio-antagonisti topici per ridurre il tono sfinterico

    Spiegazione: La ragade anale cronica si tratta inizialmente con farmaci topici che riducono il tono dello sfintere interno, come nitroglicerina o diltiazem, associati a misure per regolarizzare l'alvo. La sfinterotomia laterale interna, pur efficace, è riservata ai casi che non guariscono per il rischio di incontinenza.

    • A. La sfinterotomia è efficace ma comporta un rischio di incontinenza e si riserva ai casi che non rispondono alla terapia medica.
    • B. I corticosteroidi topici non risolvono l'ipertonia sfinterica che mantiene la ragade.
    • C. La ragade non è un'infezione e gli antibiotici non ne modificano il decorso.

    Fonti: Linee guida della European Society of Coloproctology (ESCP), 2023

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