Concorso SSM Medicina Legale: 10 quiz con soluzioni

Dieci domande di medicina legale nello stile del Concorso SSM, con la risposta corretta e il ragionamento. Vengono dalla banca domande di IT.med, che ha 131 domande di medicina legale.

  1. 1 / 10

    Una donna di 58 anni con carcinoma ovarico in progressione non risponde più alle terapie autorizzate. Il caso non rientra in alcuno studio clinico e il medico valuta un farmaco registrato per un'altra indicazione, con evidenze scientifiche pubblicate a sostegno.

    Quale condizione consente la prescrizione del farmaco fuori indicazione?

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    Risposta: C. La prescrizione è ammessa se esistono evidenze scientifiche di efficacia e sicurezza, con consenso informato scritto e valutazione degli effetti

    Spiegazione: La Legge 648/1996 e il Codice di deontologia medica ammettono la prescrizione fuori indicazione quando esistono evidenze scientifiche di tollerabilità ed efficacia, i rischi sono proporzionati ai benefici attesi, il paziente presta consenso informato scritto e gli effetti vengono valutati nel tempo. La prescrizione va motivata. Una liberatoria generica del paziente non rende lecita una scelta priva di fondamento scientifico.

    • A. Una liberatoria generica non rende lecita una prescrizione priva di fondamento scientifico e di motivazione.
    • B. La legge ammette la prescrizione fuori indicazione a condizioni precise, comprese le evidenze di efficacia e sicurezza.
    • D. La decisione spetta al medico, che assume la responsabilità della prescrizione e non dipende dall'autorizzazione del produttore.

    Fonti: Legge 23 dicembre 1996, n. 648, art. 1; Codice di deontologia medica, art. 13

  2. 2 / 10

    Un uomo di 45 anni è programmato per una riparazione di ernia inguinale in elezione. Rifiuta il test per l'HIV proposto in preoperatorio e il chirurgo vorrebbe eseguirlo comunque per proteggere l'équipe durante l'intervento.

    Come deve comportarsi il medico?

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    Risposta: C. Non eseguire il test senza consenso salvo necessità clinica nell'interesse del paziente e adottare le precauzioni universali.

    Spiegazione: Nessuno può essere sottoposto senza consenso ad analisi per l'infezione da HIV, salvo motivi di necessità clinica nell'interesse della persona. I risultati possono essere comunicati esclusivamente alla persona cui gli esami si riferiscono. La protezione degli operatori si ottiene con le precauzioni standard e non con test imposti al paziente.

    • A. La legge consente il test senza consenso solo per necessità clinica nell'interesse della persona, non per tutelare l'équipe.
    • B. Il rifiuto del test non giustifica il rinvio di un intervento indicato e la sicurezza si persegue con le precauzioni universali.
    • D. Il risultato può essere comunicato solo alla persona cui l'esame si riferisce e il test anonimo non è uno strumento di protezione dell'équipe.

    Fonti: Legge 5 giugno 1990, n. 135, art. 5

  3. 3 / 10

    Una ragazza di 15 anni chiede un colloquio riservato su un problema di salute delicato e domanda se il medico informerà i genitori.

    Come dovrebbe impostare il medico il colloquio?

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    Risposta: C. Ascoltarla in modo riservato, chiarendo i limiti legali e di tutela prima di raccogliere informazioni.

    Spiegazione: La minore deve essere ascoltata e coinvolta in modo adeguato alla sua età e maturità, ma la legge non stabilisce una riservatezza assoluta in ogni situazione. Il medico chiarisce prima i limiti, valuta il rischio e coinvolge genitori o autorità quando richiesto dalla legge o necessario per proteggere la salute e l'incolumità.

    • A. Non si può promettere riservatezza assoluta quando emergono obblighi di legge o un grave rischio per la minore o per altri.
    • B. La comunicazione automatica dei dettagli può compromettere ascolto e fiducia e non è necessaria in ogni situazione.
    • D. La minore ha diritto a essere ascoltata e coinvolta nelle decisioni secondo età e maturità.

    Fonti: Legge 219/2017, art. 3; Codice di Deontologia Medica FNOMCeO, artt. 10 e 33

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  5. 4 / 10

    Un uomo di 63 anni riporta una lesione permanente del nervo sciatico durante un intervento di artroprotesi d'anca eseguito in una clinica privata accreditata. Il chirurgo opera in libera professione intramuraria e il paziente intende chiedere il risarcimento alla clinica.

    Quale regola di responsabilità civile si applica?

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    Risposta: D. La clinica risponde ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del codice civile anche per il chirurgo non dipendente.

    Spiegazione: La struttura sanitaria pubblica o privata che si avvale dell'opera di un sanitario risponde ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del codice civile delle sue condotte dolose o colpose. La regola vale anche per le prestazioni in libera professione intramuraria, in telemedicina e in sperimentazione. Il sanitario risponde invece del proprio operato secondo l'articolo 2043 del codice civile.

    • A. La Legge 24/2017 consente di agire direttamente verso la struttura, che risponde della condotta del sanitario.
    • B. L'articolo 7 estende la responsabilità della struttura anche alle prestazioni in libera professione intramuraria.
    • C. La responsabilità del sanitario è colposa e richiede la violazione di diligenza, perizia o prudenza.

    Fonti: Legge 8 marzo 2017, n. 24, art. 7; Codice civile, artt. 1218 e 1228

  6. 5 / 10

    Un uomo di 78 anni con neoplasia in fase avanzata e insufficienza multiorgano è sottoposto a nuove linee di chemioterapia e a trasfusioni ripetute, senza possibilità fondata di beneficio clinico. Il figlio chiede che si continui ogni trattamento possibile.

    Come deve comportarsi il medico?

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    Risposta: D. Non intraprendere trattamenti inappropriati e non proporzionati, garantendo il controllo del dolore e il sostegno alla famiglia

    Spiegazione: Il Codice di deontologia medica vieta di intraprendere o insistere in procedure e interventi clinicamente inappropriati ed eticamente non proporzionati, dai quali non ci si possa attendere un beneficio effettivo. Il controllo del dolore costituisce sempre un trattamento appropriato. La decisione non autorizza l'abbandono del paziente, che va assistito fino alla fine e sostenuto insieme alla famiglia.

    • A. La volonta dei familiari non prevale sul giudizio di appropriatezza e proporzionalità delle cure.
    • B. Il medico non intraprende interventi dai quali non ci si possa attendere un effettivo beneficio.
    • C. L'astensione dai trattamenti non proporzionati non autorizza l'abbandono del paziente.

    Fonti: Codice di deontologia medica, art. 16; Codice di deontologia medica, art. 39

  7. 6 / 10

    Un paziente di 22 anni viene condotto in Pronto Soccorso con un grave trauma addominale e segni di emorragia interna dopo una caduta. Il paziente è in stato di forte agitazione psicomotoria dovuto a una grave intossicazione alcolica acuta (alcolemia 2.5 g/L), che ne compromette transitoriamente la capacità di intendere e di volere. Rifiuta gridando qualsiasi esame o cura e tenta di allontanarsi, mentre i parametri vitali indicano un iniziale shock emorragico.

    Come deve agire l'équipe medica di fronte all'opposizione del paziente?

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    Risposta: C. Contenere fisicamente e sedare il paziente per procedere agli accertamenti diagnostici d'urgenza (es. TC addome) e al trattamento chirurgico/emotrasfusionale salvavita, operando in stato di necessità.

    Spiegazione: La capacità decisionale va valutata nel momento e rispetto alla scelta specifica: un’alcolemia elevata non basta da sola a dichiararla assente. Se l’incapacità è documentata e vi è un pericolo imminente, l’équipe assicura le cure indispensabili, usando eventuali misure restrittive solo se necessarie, proporzionate, monitorate e documentate; appena possibile rivaluta la capacità e coinvolge il paziente. Un rifiuto valido va rispettato, mentre l’intervento in emergenza richiede una valutazione documentata dell’incapacità e del pericolo.

    • A. La maggiore età non dimostra da sola la capacità attuale di comprendere e decidere in una situazione di grave intossicazione.
    • B. Il TSO non è una scorciatoia per un’urgenza traumatologica e richiede specifici presupposti psichiatrici. La capacità e la necessità di ogni misura vanno rivalutate durante l’assistenza, appena cambiano le condizioni.
    • D. Attendere ore davanti a uno shock emorragico può esporre il paziente a un pericolo immediato.

    Fonti: Art. 54 Codice Penale; Legge 219/2017 Art. 1 comma 7; Art. 428 Codice Civile

  8. 7 / 10

    Un ciclista amatore di 24 anni chiede al proprio medico un ciclo di ormone della crescita e di anabolizzanti per migliorare le prestazioni in vista di una gara. Non ha alcuna condizione clinica che ne giustifichi la prescrizione.

    Come deve comportarsi il medico?

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    Risposta: A. Rifiutare la prescrizione perché non giustificata da esigenze terapeutiche e informare l'atleta dei rischi per la salute

    Spiegazione: Il Codice di deontologia medica vieta al medico di consigliare, prescrivere o somministrare sostanze finalizzate ad alterare le prestazioni sportive senza giustificazione terapeutica e gli impone di proteggere l'atleta dalle pressioni esterne. La Legge 376/2000 configura il doping come pratica illecita. Omettere la menzione in un certificato di idoneità non elimina il divieto.

    • B. Il medico non può delegare all'atleta una scelta che la deontologia e la legge gli vietano di attuare.
    • C. La competenza del medico dello sport non trasforma una prescrizione illecita in una prestazione consentita.
    • D. Omettere la menzione in un certificato non elimina il divieto e può integrare una falsa attestazione.

    Fonti: Legge 14 dicembre 2000, n. 376, art. 1; Codice di deontologia medica, art. 73

  9. 8 / 10

    Una donna di 41 anni riporta un colpo di frusta in un tamponamento. A distanza di un anno la valutazione medico-legale accerta un danno biologico permanente del 3 per cento e l'assicurazione contesta i criteri di liquidazione.

    Quale criterio risarcitorio si applica al danno biologico permanente?

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    Risposta: C. La liquidazione per punti con importo crescente più che proporzionale e correzione per l'età come previsto per le lesioni fino al 9 per cento.

    Spiegazione: Per le lesioni di lieve entità conseguenti a sinistri stradali il danno biologico permanente è liquidato secondo la tabella unica nazionale. L'importo per punto cresce in misura più che proporzionale rispetto alla percentuale di invalidità e diminuisce con l'aumentare dell'età. Il criterio si applica alle lesioni pari o inferiori al 9 per cento.

    • A. Per le lesioni di lieve entità da circolazione stradale la legge fissa criteri e misure specifiche.
    • B. Anche le lesioni fino al 9 per cento sono risarcibili secondo la tabella prevista dal codice delle assicurazioni.
    • D. Il valore del punto cresce con la percentuale di invalidità e decresce con l'età del danneggiato.

    Fonti: D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209, art. 139

  10. 9 / 10

    Una donna di 27 anni, presente in Italia senza permesso di soggiorno, arriva in pronto soccorso alla dodicesima settimana di gravidanza con crampi addominali. Non ha il codice STP e chiede se l'accesso potrà comportare una segnalazione alla polizia.

    Quale risposta è corretta?

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    Risposta: C. Ha diritto alla tutela della gravidanza e alle cure essenziali senza segnalazione, salvo gli obblighi di referto comuni.

    Spiegazione: La persona straniera non in regola con il soggiorno ha diritto alle cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, anche continuative, nei presidi pubblici e accreditati. Sono garantite in particolare la tutela della gravidanza e della maternità a parità di trattamento con le cittadine italiane. L'accesso non comporta segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui è obbligatorio il referto.

    • A. L'accesso alle strutture sanitarie non può comportare segnalazione all'autorità salvo i casi in cui è obbligatorio il referto.
    • B. La legge garantisce la tutela sociale della gravidanza e della maternità a parità di trattamento con le cittadine italiane.
    • D. Le prestazioni sono erogate senza oneri quando la persona è priva di risorse sufficienti e il codice STP consente l'accesso.

    Fonti: D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 35, commi 3 e 5

  11. 10 / 10

    Un uomo di 24 anni viene visitato in ambulatorio dopo una rissa in un bar. Presenta una contusione nasale senza frattura, con prognosi di dieci giorni e senza circostanze aggravanti. Chiede un certificato per la pratica assicurativa.

    Quale comportamento è corretto?

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    Risposta: A. Rilasciare un certificato su richiesta e non inviare referto perché la lesione lieve è perseguibile a querela.

    Spiegazione: Il referto è obbligatorio quando il fatto può presentare i caratteri di un delitto perseguibile d'ufficio. Le lesioni personali lievi sono di regola perseguibili a querela della persona offesa, salvo le aggravanti previste dalla legge. Il medico rilascia quindi la certificazione richiesta, descrivendo in modo puntuale i rilievi obiettivi e la prognosi.

    • B. La perseguibilità d'ufficio non riguarda tutte le lesioni e nel caso descritto mancano le aggravanti.
    • C. Il certificato è un atto clinico che il medico rilascia su richiesta e non dipende dalla presentazione della querela.
    • D. La rissa non è un infortunio sul lavoro e l'Ispettorato del lavoro non è l'autorità competente.

    Fonti: Codice penale, art. 582; Codice penale, art. 365; Codice di deontologia medica, art. 24

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