Concorso SSM Neurologia: 10 quiz con soluzioni
Neurologia al concorso SSM valuta il riconoscimento sotto pressione: deficit focale improvviso, prima crisi convulsiva, cefalea diversa dalle precedenti e disturbo della marcia. Servono esame mirato, imaging di prima istanza e trattamento immediato quando la finestra è breve. Le domande italiane seguono la rete ictus, con trombolisi e trombectomia, e la gestione dello stato epilettico.
Dove si perdono punti
- Programmare imaging ambulatoriale per un deficit focale improvviso invece di attivare la rete ictus.
- Non riconoscere emorragia subaracnoidea con TC normale e rachicentesi non eseguita.
- Trattare una prima crisi come epilessia senza controllare glicemia, sodio e infezione.
- Trascurare coda equina o compressione midollare.
Linea guida di riferimento: Il concorso SSM segue le linee guida della Società Italiana di Neurologia, le raccomandazioni ISO SPREAD sull'ictus e le indicazioni SNLG sull'epilessia.
Dieci domande di neurologia nello stile del Concorso SSM, con la risposta corretta e il ragionamento. Vengono dalla banca domande di IT.med, che ha 18 domande di neurologia.
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Un ragazzo di 12 anni, che aveva contratto il morbillo a 3 anni, sviluppa un deterioramento cognitivo progressivo con mioclonie e crisi convulsive. La risonanza encefalica mostra alterazioni della sostanza bianca.
Qual è la complicanza tardiva del morbillo più compatibile con il quadro?
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Risposta: A. Panencefalite subacuta sclerosante
Spiegazione: La panencefalite subacuta sclerosante è una complicanza degenerativa tardiva del morbillo, che insorge in media sette anni dopo l'infezione primaria. È più frequente quando il morbillo è contratto prima dei 5 anni e si manifesta con deterioramento cognitivo, mioclonie e crisi. L'encefalite acuta e l'encefalomielite disseminata acuta hanno una latenza molto più breve.
- B. L'encefalite acuta compare in stretta relazione temporale con l'infezione, non anni dopo.
- C. La sclerosi multipla non è una complicanza del morbillo e ha un decorso diverso.
- D. L'encefalomielite disseminata acuta segue di poco l'infezione e non presenta questo intervallo così lungo.
Fonti: ISS EpiCentro, Morbillo, aggiornato 3 luglio 2026
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Un bambino di 3 anni ha appena terminato una prima convulsione febbrile semplice durata 3 minuti. Attualmente è vigile e neurologicamente indenne.
Qual è la gestione iniziale più appropriata?
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Risposta: C. Valutare la febbre, osservare il recupero e informare la famiglia
Spiegazione: Se la crisi è terminata e il bambino è vigile e neurologicamente normale, si ricerca la causa della febbre e si osserva il recupero senza esami neurologici o farmaci anticonvulsivanti di routine. Si forniscono ai caregiver istruzioni chiare per un’eventuale recidiva e per i segni che richiedono assistenza urgente.
- A. La TC non è indicata di routine dopo una convulsione febbrile semplice in un bambino tornato allo stato neurologico abituale.
- B. La profilassi antiepilettica continuativa non è raccomandata dopo una crisi febbrile semplice.
- D. L’antibiotico dipende dalla diagnosi infettiva, non dalla sola presenza di una convulsione febbrile.
Fonti: AAP, Febrile Seizures: Clinical Practice Guideline, 2011; NICE, NG217: Epilepsies in children, young people and adults, 2022, aggiornamento 2025
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Una donna di 68 anni ha avuto un episodio transitorio di disartria e debolezza della mano destra, risoltosi in 30 minuti. L'ECG mostra fibrillazione atriale. Non ha disabilità residue.
Qual è la condotta più appropriata?
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Risposta: D. Valutazione urgente e avvio della terapia antitrombotica appropriata
Spiegazione: L'attacco ischemico transitorio è un'emergenza neurologica perché il rischio di ictus è particolarmente elevato nelle prime settimane. La valutazione urgente comprende imaging cerebrale e vascolare, ECG e studio delle cause emboliche, e la terapia antitrombotica va impostata in base alla causa. In presenza di fibrillazione atriale è indicata l'anticoagulazione, non la sola antiaggregazione.
- A. Dopo un attacco ischemico transitorio il rischio di ictus è elevato nelle prime settimane e richiede una valutazione urgente.
- B. La statina è parte della prevenzione, ma non basta: servono anche valutazione vascolare e terapia antitrombotica adeguata.
- C. L'assenza di sintomi al momento della valutazione non riduce il rischio immediato di recidiva.
Fonti: ESO, European Stroke Organisation guideline directory
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I genitori di un bambino di 3 anni con una seconda convulsione febbrile semplice chiedono se somministrare antipiretici in modo regolare possa evitare le recidive e se serva una profilassi continua.
Quale indicazione è corretta?
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Risposta: A. Gli antipiretici non prevengono le recidive e la profilassi continua non è indicata
Spiegazione: Le convulsioni febbrili semplici hanno prognosi eccellente e non richiedono profilassi. Gli antipiretici non prevengono le recidive, anche perché spesso la crisi precede la comparsa della febbre. La profilassi continua si considera solo in situazioni molto selezionate, dopo una valutazione specialistica del rapporto rischi e benefici.
- B. Il paracetamolo tratta il malessere ma non riduce il rischio di nuove crisi.
- C. L'acido valproico non è indicato nella convulsione febbrile semplice.
- D. Il diazepam intermittente è sconsigliato e non va usato appena compare la febbre.
Fonti: SIP, Per il pediatra, le convulsioni febbrili, 2018
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Una bambina di 14 mesi presenta un episodio convulsivo clonetico all'emicorpo sinistro, della durata di 18 minuti, insorto in corso di febbre a 38,5°C. Si tratta del secondo episodio convulsivo nelle ultime 24 ore.
Quale caratteristica classifica questa convulsione come COMPLESSA rispetto a una semplice?
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Risposta: D. Focalità, durata superiore a 15 minuti o ricorrenza entro 24 ore.
Spiegazione: Una convulsione febbrile è complessa se è focale, dura più di 15 minuti o si ripete entro 24 ore; basta un solo criterio. Questo episodio soddisfa tutti e tre i criteri, quindi è complesso e richiede valutazione clinica mirata, senza che ciò implichi automaticamente EEG o neuroimaging.
- A. L'età non fa parte dei criteri per definire complessa una convulsione febbrile.
- B. La temperatura corporea al momento della crisi non influisce sulla classificazione di complessità.
- C. La durata del periodo post-critico non è un criterio diagnostico di complessità della crisi febbrile.
Fonti: American Academy of Pediatrics, Febrile Seizures: Guideline for the Neurodiagnostic Evaluation, 2011; NICE NG217
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Un uomo di 71 anni giunge 90 minuti dopo l'esordio di emiparesi destra e afasia. La TC encefalo senza contrasto non mostra emorragia. La pressione è 168/92 mmHg.
Qual è il trattamento più appropriato?
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Risposta: B. Trombolisi endovenosa con attivatore del plasminogeno tissutale
Spiegazione: Nell'ictus ischemico acuto la trombolisi endovenosa è indicata entro 4,5 ore dall'esordio dei sintomi, dopo esclusione dell'emorragia con TC e in assenza di controindicazioni. La pressione va controllata prima della somministrazione, ma non è un motivo per rinunciare alla riperfusione se i valori rientrano nei limiti previsti. L'aspirina e l'eparina non sostituiscono la trombolisi nella fase acuta.
- A. L'aspirina non riperfonde l'arteria occlusa e non sostituisce la trombolisi nella finestra terapeutica.
- C. L'eparina a dosaggio pieno non è raccomandata nella fase acuta dell'ictus ischemico per l'aumento del rischio emorragico.
- D. La finestra terapeutica della trombolisi è di 4,5 ore e l'attesa di 24 ore farebbe perdere l'opportunità di riperfusione.
Fonti: ESO, European Stroke Organisation guideline directory
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Un lattante di 15 mesi presenta la prima convulsione febbrile semplice. Dopo la crisi è vigile, stabile, senza deficit neurologici e senza segni di infezione del sistema nervoso centrale.
Qual è il management più appropriato riguardo al ricovero?
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Risposta: D. Osservazione e ricovero per almeno 24 ore
Spiegazione: Nei bambini sotto i 18 mesi con convulsione febbrile è opportuno il ricovero o l'osservazione per almeno 24 ore, per valutare la possibilità di un'infezione del sistema nervoso centrale. Sopra i 18 mesi si può dimettere dopo almeno due ore di osservazione se il bambino è stabile e senza deficit. La TC encefalo non è routinaria.
- A. La dimissione immediata non è indicata a 15 mesi, perché l'età rende meno affidabile la valutazione clinica.
- B. La terapia intensiva non è necessaria in un bambino stabile dopo una crisi semplice.
- C. La TC encefalo non è indicata di routine e si riserva a casi selezionati.
Fonti: SIP, Per il pediatra, le convulsioni febbrili, 2018
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Un uomo di 55 anni giunge in Pronto Soccorso per crisi convulsive prolungate. Dopo due dosi di benzodiazepina endovenosa le convulsioni persistono da oltre 20 minuti.
Qual è la condotta più appropriata?
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Risposta: C. Somministrare un antiepilettico endovenoso di seconda linea
Spiegazione: Nello stato epilettico convulsivo la prima linea è una benzodiazepina endovenosa e, se le crisi persistono, si passa a un antiepilettico di seconda linea per via endovenosa, come la fenitoina, il levetiracetam o il valproato. Ripetere le benzodiazepine oltre due dosi non aumenta l'efficacia e ritarda il controllo delle crisi. La puntura lombare e gli esami diagnostici si eseguono dopo aver stabilizzato il paziente.
- A. Dopo due dosi di benzodiazepina la risposta è insufficiente e ulteriori dosi non aggiungono efficacia.
- B. La via orale è inadatta a uno stato epilettico in corso, che richiede un farmaco endovenoso.
- D. La puntura lombare non è prioritària davanti a convulsioni in atto, che vanno prima controllate farmacologicamente.
Fonti: Istituto Superiore di Sanità, Linee guida cliniche SNLG
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Un uomo di 68 anni, vegano da anni, presenta parestesie agli arti inferiori, instabilità dell'andatura e macrocitosi con emoglobina 11,4 g/dL.
Qual è il trattamento appropriato?
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Risposta: A. Vitamina B12 per via intramuscolare o orale ad alte dosi
Spiegazione: La carenza di vitamina B12 può causare anemia macrocitica e sintomi neurologici, che possono diventare irreversibili se non trattati. La supplementazione con vitamina B12, per via intramuscolare o orale ad alte dosi, corregge il deficit e va associata alla ricerca della causa. L'acido folico da solo può migliorare l'anemia ma non il danno neurologico e può mascherare la carenza.
- B. L'acido folico può correggere l'anemia ma non il danno neurologico e può mascherare la carenza di B12.
- C. La dieta da sola non corregge una carenza con sintomi neurologici e non basta nel paziente vegano.
- D. Il ferro non corregge la carenza di cobalamina e non ha ruolo in questo quadro.
Fonti: Istituto Superiore di Sanita, Linee guida cliniche SNLG
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Un uomo di 74 anni in terapia con warfarin per fibrillazione atriale presenta improvvisa cefalea ed emiparesi. La TC mostra un ematoma intraparenchimale. L'INR è 2,8.
Quale provvedimento è prioritario?
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Risposta: A. Sospensione del warfarin e reversione rapida della coagulazione
Spiegazione: Nell'emorragia intracerebrale del paziente anticoagulato la priorità è sospendere l'anticoagulante e revertire rapidamente la coagulazione, con vitamina K e concentrati del complesso protrombinico nel caso del warfarin. L'aspirina è controindicata nella fase acuta e l'attesa aumenta il rischio di espansione dell'ematoma. La pressione va controllata e il paziente va gestito in un centro con esperienza neurochirurgica.
- B. L'aspirina aumenta il rischio di espansione dell'ematoma e non va somministrata nella fase acuta.
- C. Aumentare l'anticoagulazione peggiorerebbe l'emorragia e non ha alcuna giustificazione.
- D. La correzione della coagulazione va iniziata subito, perché l'espansione dell'ematoma avviene nelle prime ore.
Fonti: ESO, European Stroke Organisation guideline directory
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