Concorso SSM Endocrinologia: 10 quiz con soluzioni

Endocrinologia al concorso SSM valuta l'asse e l'urgenza. Serve interpretare funzionalità tiroidea, cortisolo e calcemia, riconoscere tempesta tiroidea, crisi surrenalica e coma mixedematoso, e sostituire gli ormoni senza causare danno. Molte domande chiedono l'esame successivo più che la diagnosi, quindi contano la conferma diagnostica, l'ordine degli accertamenti e il controllo dei valori dopo l'inizio della terapia.

Dove si perdono punti

  • Somministrare levotiroxina prima di escludere insufficienza surrenalica in un paziente con astenia e iponatriemia.
  • Trattare un TSH basso come ipertiroidismo senza controllare FT4 e quadro clinico.
  • Non riconoscere la crisi surrenalica e ritardare idrocortisone e fluidi.
  • Correggere ipercalcemia o iponatriemia più rapidamente di quanto sia sicuro.

Linea guida di riferimento: Il concorso SSM segue le linee guida della Società Italiana di Endocrinologia e le raccomandazioni SNLG su tiroide, diabete e metabolismo osseo.

Dieci domande di endocrinologia nello stile del Concorso SSM, con la risposta corretta e il ragionamento. Vengono dalla banca domande di IT.med, che ha 35 domande di endocrinologia.

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  1. 1 / 10

    Una donna di 58 anni, asintomatica, ha TSH 7,2 mU/L e FT4 normale in due determinazioni a tre mesi di distanza. Non ha anticorpi antitireoglobulina rilevanti e non è in gravidanza.

    Qual è la condotta più appropriata?

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    Risposta: B. Ripetere il TSH e valutare sintomi e anticorpi prima di decidere

    Spiegazione: Nell'ipotiroidismo subclinico la condotta dipende dal valore del TSH, dalla presenza di sintomi e dagli autoanticorpi. Un TSH persistentemente superiore a 10 mU/L orienta al trattamento, mentre valori tra 4 e 10 mU/L si gestiscono con monitoraggio e decisione individuale. La chirurgia e lo iodio radioattivo non hanno ruolo in questa condizione.

    • A. Non tutti i pazienti con ipotiroidismo subclinico beneficiano della terapia, e il TSH di 7,2 mU/L non impone da solo il trattamento.
    • C. La chirurgia è riservata a noduli sospetti o gozzi compressivi e non ha ruolo nell'ipotiroidismo subclinico.
    • D. Lo iodio radioattivo riduce la funzione tiroidea e non è indicato nell'ipotiroidismo.

    Fonti: Endocrine Society, Clinical Practice Guidelines

  2. 2 / 10

    Una donna di 65 anni con Embolia Polmonare Massiva ed ipotensione marcata (PA 75/40 mmHg) necessita di un intervento terapeutico di emergenza.

    Qual è la strategia di riperfusione da considerare con urgenza, se non vi sono controindicazioni?

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    Risposta: B. Trombolisi sistemica; se controindicata o fallita, valutare embolectomia o trattamento percutaneo

    Spiegazione: L'embolia polmonare con shock richiede riperfusione urgente; la trombolisi sistemica è generalmente la prima opzione se il rischio emorragico lo consente. In caso di controindicazione o fallimento si considera embolectomia chirurgica o trattamento percutaneo, insieme al supporto emodinamico e all'anticoagulazione quando appropriata.

    • A. La dimissione è inappropriata in presenza di shock da embolia polmonare ad alto rischio.
    • C. La metformina non tratta l'embolia polmonare né lo shock e non ha ruolo nella riperfusione.
    • D. Un antibiotico non tratta l'occlusione tromboembolica e non sostituisce la riperfusione.

    Fonti: ESC, 2019 Guidelines for the diagnosis and management of acute pulmonary embolism, 2019

  3. 3 / 10

    Una donna di 48 anni presenta un nodulo tiroideo di 2 cm, solido e ipoecogeno all'ecografia, con microcalcificazioni e margini irregolari. Il TSH è nella norma.

    Qual è la condotta diagnostica più appropriata?

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    Risposta: B. Eseguire agoaspirato ecoguidato del nodulo

    Spiegazione: Un nodulo tiroideo solido, ipoecogeno, con microcalcificazioni e margini irregolari presenta caratteristiche ecografiche sospette e richiede l'agoaspirato ecoguidato per la valutazione citologica. Il TSH normale esclude l'indicazione alla scintigrafia, che si riserva ai noduli con funzione aumentata. La sola osservazione ecografica e la terapia soppressiva non sono adeguate davanti a un nodulo con segni di sospetto.

    • A. Le caratteristiche ecografiche sospette richiedono un approfondimento citologico e non la sola osservazione.
    • C. La scintigrafia si usa nei noduli con TSH ridotto e non è il primo esame nel nodulo con TSH normale.
    • D. La terapia soppressiva non è raccomandata per la gestione dei noduli tiroidei non selezionati.

    Fonti: Endocrine Society, Linee guida di pratica clinica

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  5. 4 / 10

    Una bambina di 2 anni con febbre senza focolaio giunge in ambulatorio con sospetto clinico di infezione delle vie urinarie (IVU).

    Qual è la gestione iniziale più appropriata?

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    Risposta: B. Raccogliere urine per esame e urinocoltura prima dell’antibiotico

    Spiegazione: Si raccoglie un campione di urina con tecnica adatta all’età prima di iniziare l’antibiotico, per esame e urinocoltura. Se l’esame rapido è compatibile e il quadro clinico lo richiede, si avvia tempestivamente la terapia empirica senza attendere il risultato della coltura.

    • A. La terapia prima del campionamento può compromettere la coltura; se la bambina è stabile, raccogliere prima il campione.
    • C. L’ecografia può essere indicata in situazioni selezionate, ma non sostituisce esame urine e urinocoltura per la diagnosi.
    • D. La febbre senza focolaio in una bambina di questa età richiede valutazione e un piano di rivalutazione, non attesa passiva.

    Fonti: Ammenti A et al., Updated Italian recommendations for the diagnosis, treatment and follow-up of the first febrile urinary tract infection in young children, Acta Paediatrica, 2020; SIP, Raccomandazioni per la gestione delle infezioni delle vie urinarie in età pediatrica, 2023

  6. 5 / 10

    Un uomo di 66 anni con carcinoma polmonare squamoso presenta confusione, poliuria e calcio sierico 14,2 mg/dL con funzione renale in peggioramento.

    Qual è il trattamento iniziale più appropriato?

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    Risposta: D. Idratazione con soluzione fisiologica per via endovenosa

    Spiegazione: Nell'ipercalcemia grave sintomatica la prima misura è l'idratazione endovenosa con soluzione fisiologica, che ripristina il volume intravascolare e favorisce l'escrezione renale di calcio. Successivamente si associa un bifosfonato per ridurre il riassorbimento osseo, con monitoraggio di calcio e funzione renale. Restrizione idrica, tiazidici e vitamina D sono controindicati perché peggiorano l'ipercalcemia.

    • A. La restrizione idrica peggiora l'ipercalcemia e l'insufficienza renale, perché riduce l'escrezione renale di calcio.
    • B. I tiazidici riducono l'escrezione di calcio e possono aggravare l'ipercalcemia.
    • C. La vitamina D aumenta l'assorbimento intestinale di calcio e peggiora l'ipercalcemia.

    Fonti: Endocrine Society, Clinical Practice Guidelines

  7. 6 / 10

    Un uomo di 62 anni con diabete di tipo 2 in terapia con Empagliflozin viene ricoverato per una colecistite acuta gangrenosa e sottoposto a colecistectomia d'urgenza. Nel postoperatorio immediato sviluppa nausea, vomito, tachipnea profonda e obnubilamento del sensorio. L'EGA rivela: pH 7.21, HCO3- 10 mEq/L, lattati normali. Il dosaggio dei chetoni sierici è elevato (beta-idrossibutirrato 4.2 mmol/L). La glicemia capillare è di 138 mg/dL.

    Qual è la diagnosi più probabile per questa grave complicanza acuta?

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    Risposta: A. Chetoacidosi diabetica euglicemica associata a SGLT2-inibitori

    Spiegazione: La chetoacidosi diabetica euglicemica è una complicanza degli inibitori SGLT2: la glicosuria mantiene la glicemia relativamente bassa mentre digiuno, infezione o chirurgia favoriscono chetogenesi e acidosi. In questo caso chetoni elevati e acidosi severa confermano il quadro. Durante malattia acuta o prima della chirurgia programmata l'inibitore va sospeso secondo le indicazioni del prodotto e il protocollo perioperatorio. La chetoacidosi richiede trattamento ospedaliero con insulina, glucosio e fluidi monitorati.

    • B. Lattati normali rendono meno probabile un'acidosi lattica primaria, mentre beta-idrossibutirrato elevato documenta chetosi significativa.
    • C. Il digiuno può causare chetosi, ma la grave acidosi in una persona con diabete in terapia SGLT2 e stress chirurgico richiede diagnosi e trattamento come DKA euglicemica.
    • D. La sindrome iperosmolare presenta di norma iperglicemia e iperosmolalità marcate e non spiega chetonemia con acidosi metabolica severa.

    Fonti: AIFA/EMA, Raccomandazioni di sicurezza per gli inibitori SGLT2, 2016; aggiornamenti successivi; ADA, Standards of Care in Diabetes, 2025

  8. 7 / 10

    Una donna di 35 anni presenta palpitazioni, calo ponderale, tremori e intolleranza al caldo. Gli esami mostrano TSH soppresso, FT4 elevato e anticorpi anti-recettore del TSH positivi, con gozzo diffuso alla palpazione.

    Qual è la terapia di prima linea più appropriata?

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    Risposta: A. Tionamide orale come terapia farmacologica iniziale

    Spiegazione: Nella malattia di Basedow la tionamide orale rappresenta la terapia di prima linea perché inibisce la sintesi degli ormoni tiroidei e si associa a un beta-bloccante per il controllo dei sintomi adrenergici. Il radioiodio e la chirurgia sono alternative valide ma si riservano a indicazioni specifiche come le recidive, il gozzo voluminoso o la oftalmopatia grave. La sola terapia sintomatica non modifica la storia naturale della malattia.

    • B. Il radioiodio è una alternativa, ma non il trattamento iniziale in tutti i pazienti, in particolare nei giovani.
    • C. La chirurgia è riservata a indicazioni specifiche quali il gozzo voluminoso o la oftalmopatia grave.
    • D. Il beta-bloccante controlla i sintomi adrenergici ma non tratta la causa, che richiede di ridurre la produzione ormonale.

    Fonti: Endocrine Society, Linee guida di pratica clinica

  9. 8 / 10

    Una donna di 44 anni presenta obesità centrale, strie rubre, ipotrofia muscolare prossimale e ipertensione. Si sospetta una sindrome di Cushing.

    Quale esame di screening è appropriato?

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    Risposta: C. Cortisolo libero urinario delle 24 ore

    Spiegazione: La sindrome di Cushing si sospetta su base clinica e si conferma con test biochimici di screening: cortisolo libero urinario delle 24 ore, test di soppressione con desametasone a basse dosi o cortisolo salivare notturno. Solo dopo la conferma si esegue l'imaging per identificare la causa, surrenalica o ipofisaria. Un singolo valore di cortisolo o di ACTH non è sufficiente per la diagnosi.

    • A. Un cortisolo mattutino isolato non distingue la sindrome di Cushing dalla produzione normale e non è un test di screening adeguato.
    • B. L'ACTH plasmatico aiuta a definire la causa dopo la conferma, ma non è il test di screening iniziale.
    • D. L'imaging surrenalico si esegue dopo la conferma biochimica e non come test di screening iniziale.

    Fonti: Endocrine Society, Clinical Practice Guidelines

  10. 9 / 10

    Una donna di 42 anni viene indirizzata all'ambulatorio di endocrinologia per riscontro casuale (incidentaloma) alla TC addome di una massa surrenalica destra di 4.5 cm con caratteristiche di feocromocitoma. Il dosaggio delle metanefrine frazionate urinarie delle 24 ore mostra valori 4 volte superiori ai limiti di norma. La paziente riferisce crisi intermittenti di cefalea pulsante, palpitazioni e sudorazione profusa, associate a picchi ipertesi. Viene programmato l'intervento di surrenectomia laparoscopica.

    Qual è la preparazione farmacologica preoperatoria standard raccomandata per prevenire una crisi ipertensiva intraoperatoria fatale durante la manipolazione del tumore?

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    Risposta: D. Iniziare un alfa-bloccante non competitivo o selettivo (es. Fenossibenzamina o Doxazosina) per almeno 10-14 giorni prima dell'intervento; solo dopo un adeguato blocco alfa, se persiste tachicardia, associare un beta-bloccante

    Spiegazione: Il feocromocitoma va preparato all’intervento con blocco alfa-adrenergico prima di qualunque beta-blocco, insieme a correzione dell’ipovolemia e controllo pressorio. Dopo un blocco alfa adeguato, se persiste tachicardia si può aggiungere un beta-bloccante; iniziarlo prima può provocare vasocostrizione alfa non controbilanciata e crisi ipertensiva.

    • A. Iniziare un beta-bloccante prima del blocco alfa è un errore clinico grave: la rimozione del tono vasodilatatore beta-2 indotta dal beta-bloccante, in presenza di elevati livelli circolanti di catecolamine, porta a una stimolazione alfa-1 adrenergica incontrastata ("unopposed alpha-stimulation") con vasocostrizione massiva e crisi ipertensiva potenzialmente fatale.
    • B. I pazienti con feocromocitoma sono cronicamente ipovolemici a causa della vasocostrizione costante; i diuretici peggiorerebbero l'ipovolemia e favorirebbero lo shock dopo la rimozione del tumore.
    • C. Esporrebbe a crisi ipertensiva fatale durante l'induzione dell'anestesia o la manipolazione chirurgica del surrene.

    Fonti: Endocrine Society, Pheochromocytoma and Paraganglioma Clinical Practice Guideline, 2014; AME, raccomandazioni per feocromocitoma e paraganglioma, 2023

  11. 10 / 10

    Un bambino di 8 anni presenta ingrossamento dei testicoli e del pene, peli pubici e rapida crescita in altezza. Il pediatra lo invia per approfondimento.

    Quale considerazione guida l'approfondimento in questo caso?

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    Risposta: C. Nei maschi è rara e va ricercata una causa centrale

    Spiegazione: Nella pubertà precoce centrale, più frequente nelle femmine e in genere idiopatica, nei maschi e nei bambini più piccoli va sospettata una causa organica, come tumori o malformazioni del sistema nervoso centrale. Il percorso diagnostico comprende la valutazione auxologica, gli esami ormonali e la neuroimaging quando indicata. La terapia con analoghi del GnRH serve soprattutto a preservare l'altezza finale.

    • A. È il contrario: nella femmina la pubertà precoce è più frequente, nel maschio è più rara.
    • B. Nel maschio la pubertà precoce richiede sempre un approfondimento.
    • D. La valutazione è endocrinologica e non si esaurisce con il dosaggio degli estrogeni.

    Fonti: ISS, ISSalute, Pubertà precoce, 24 febbraio 2022

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