# Concorso SSM Pneumologia: 10 quiz con soluzioni

> 10 quiz gratuiti di pneumologia per il Concorso SSM, con soluzione e spiegazione, da una banca di 19 domande. Senza registrazione.

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Last updated: 2026-10-31

Pneumologia al concorso SSM riguarda gli scambi gassosi e il lavoro respiratorio. Il programma comprende asma, BPCO, polmonite, patologia pleurica, embolia polmonare e apnee ostruttive del sonno. Serve interpretare emogasanalisi e spirometria, ossigenare senza superare il target e riconoscere l'insufficienza respiratoria acuta. La cessazione del fumo e la tecnica inalatoria sono valutate come atti clinici, con obiettivi misurabili e controllo a distanza.

## Dove si perdono punti

* Somministrare ossigeno ad alti flussi senza target nel paziente a rischio di ipercapnia.
* Non riconoscere pneumotorace o versamento che richiedono drenaggio urgente.
* Aumentare la terapia dell'asma senza verificare aderenza e tecnica inalatoria.
* Trascurare l'embolia polmonare in un paziente dispnoico con radiografia normale.

**Linea guida di riferimento:** Il concorso SSM segue le linee guida della Società Italiana di Pneumologia, le raccomandazioni SNLG e il documento GOLD per la BPCO.

Dieci domande di pneumologia nello stile del Concorso SSM, con la risposta corretta e il ragionamento. Vengono dalla banca domande di IT.med, che ha 19 domande di pneumologia.

[Simulazione gratuita a tempo](https://medhub.one/practice/concorso-ssm/mock)

1. 1 / 10  
Una donna di 45 anni con sarcoidosi polmonare bilaterale riferisce palpitazioni e un episodio sincopale. L'ECG mostra blocchi di branca intermittenti. Si sospetta un coinvolgimento cardiaco della malattia.  
Quale esame è più appropriato per valutare il coinvolgimento cardiaco?  
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**Risposta: B.** Risonanza magnetica cardiaca

**Spiegazione:** Nella sarcoidosi con sospetto di coinvolgimento cardiaco la risonanza magnetica cardiaca è l'esame preferito perché fornisce informazioni sia diagnostiche sia prognostiche. La tomografia a emissione di positroni dedicata si usa quando la risonanza non è disponibile, mentre ecocardiografia e Holter hanno un ruolo complementare. Il riscontro di aritmie e blocchi intermittenti aumenta la probabilità di malattia cardiaca e guida il percorso diagnostico.

  * **A.** L'ecocardiografia non è il metodo preferito per stimare il coinvolgimento cardiaco della sarcoidosi.
  * **C.** La tomografia a emissione di positroni si considera quando la risonanza magnetica non è disponibile.
  * **D.** L'Holter documenta le aritmie ma non caratterizza il tessuto miocardico coinvolto.  
Fonti: American Thoracic Society, Linee guida cliniche 2020 su diagnosi e individuazione della sarcoidosi
2. 2 / 10  
Un uomo di 69 anni, forte fumatore affetto da BPCO (bronchite cronica ostruttiva) di grado moderato, viene condotto in PS per peggioramento della dispnea da sforzo, tosse con aumento del volume dell'espettorato, che si presenta francamente purulento (giallo-verdastro), associato a febbricola (37.5°C). All'esame obiettivo: sibili espiratori diffusi, FR 22/min, SpO2 91% in aria ambiente.  
Qual è l’indicazione all’antibiotico e quale scelta empirica è appropriata in questa riacutizzazione di BPCO senza segni di polmonite?  
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**Risposta: C.** Antibiotico indicato per l’aumento di dispnea e volume con espettorato purulento; amoxicillina/acido clavulanico è un’opzione empirica, secondo allergie e resistenze locali

**Spiegazione:** Aumento di dispnea, volume dell’espettorato e purulenza soddisfano i criteri clinici per considerare l’antibiotico. La scelta dipende da gravità, allergie, microbiologia e resistenze locali; amoxicillina/acido clavulanico è un’opzione empirica, mentre i fluorochinoloni vanno riservati ai casi senza alternative appropriate.

  * **A.** La purulenza dell'espettorato è un forte predittore di infezione batterica e costituisce indicazione all'antibiotico secondo Anthonisen.
  * **B.** L'antibiotico è indicato nella riacutizzazione infettiva di BPCO anche in assenza di infiltrati radiologici (polmonite).
  * **D.** L'azitromicina a lungo termine è indicata per la prevenzione delle riacutizzazioni frequenti, non per il trattamento dell'episodio acuto.  
Fonti: GOLD, Global Strategy for Prevention, Diagnosis and Management of COPD, 2025; AIFA, restrizioni d’uso dei fluorochinoloni, 2019
3. 3 / 10  
Un uomo di 58 anni forte fumatore presenta tosse cronica con espettorato, dispnea da sforzo progressiva ed un rapporto FEV1/FVC < 0.70 post-broncodilatatore alle prove di funzionalità respiratoria.  
Quale reperto spirometrico, nel contesto clinico descritto, conferma la presenza di ostruzione persistente compatibile con BPCO?  
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**Risposta: A.** Rapporto FEV1/FVC inferiore a 0,70 dopo broncodilatatore, persistente alla spirometria ripetuta se il valore è vicino alla soglia

**Spiegazione:** La BPCO si diagnostica nel contesto di sintomi respiratori e fattori di rischio quando la spirometria post-broncodilatatore mostra un rapporto FEV1/FVC inferiore a 0,70\. Se il risultato è vicino alla soglia o discordante con il quadro clinico, la spirometria va ripetuta e interpretata nel contesto del paziente.

  * **B.** Un'importante reversibilità non definisce la BPCO e può comparire nell'asma; la risposta broncodilatatrice da sola non distingue sempre le due condizioni.
  * **C.** FVC ridotta con rapporto conservato suggerisce un possibile deficit restrittivo, da confermare con la misura dei volumi polmonari.
  * **D.** Una DLCO ridotta può contribuire alla valutazione, ma non sostituisce la dimostrazione spirometrica dell'ostruzione.  
Fonti: GOLD, Global Strategy for the Diagnosis, Management, and Prevention of COPD, 2025
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5. 4 / 10  
Una donna di 28 anni con asma da lieve a moderata usa salbutamolo al bisogno quasi ogni giorno e ha sintomi notturni una volta alla settimana.  
Quale strategia di fondo è raccomandata?  
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**Risposta: C.** Corticosteroide inalatorio a basse dosi

**Spiegazione:** L'asma è una malattia infiammatoria delle vie aeree e la terapia di fondo deve includere un corticosteroide inalatorio anche nei pazienti con sintomi lievi ma frequenti. Il salbutamolo da solo non è più raccomandato come unica terapia, perché non controlla l'infiammazione e aumenta il rischio di riacutizzazioni. La strategia preferita prevede un corticosteroide inalatorio associato a un broncodilatatore a lunga durata anche al bisogno.

  * **A.** Il solo salbutamolo al bisogno non controlla l'infiammazione bronchiale e lascia il paziente esposto alle riacutizzazioni.
  * **B.** Gli antistaminici non trattano l'infiammazione asmatica e non sostituiscono la terapia inalatoria.
  * **D.** Il corticosteroide sistemico continuativo espone a effetti avversi importanti e non è indicato nell'asma lieve o moderata.  
Fonti: GINA, Global Strategy for Asthma Management and Prevention, 2026
6. 5 / 10  
Una ragazza di 19 anni con asma giunge in pronto soccorso per dispnea intensa, tosse e difficoltà a completare le frasi. La frequenza respiratoria è 28/min, la saturazione 91% in aria ambiente e si auscultano sibili diffusi.  
Qual è il trattamento iniziale più appropriato?  
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**Risposta: B.** Salbutamolo inalatorio ripetuto e steroide sistemico

**Spiegazione:** Nella riacutizzazione asmatica grave il trattamento iniziale combina salbutamolo inalatorio ripetuto e un corticosteroide sistemico precoce, con ossigeno per mantenere una saturazione adeguata. L'antibiotico non è indicato se non c'è una infezione batterica documentata, e l'aspirina può peggiorare il broncospasmo. La risposta va rivalutata frequentemente e, se insufficiente, si considera il ricovero.

  * **A.** La riacutizzazione asmatica non è causata da una infezione batterica e l'antibiotico non è indicato di routine.
  * **C.** L'aspirina non ha ruolo nella riacutizzazione asmatica e può scatenare broncospasmo in pazienti sensibili.
  * **D.** L'ossigeno corregge l'ipossiemia ma non tratta il broncospasmo e l'infiammazione, che richiedono broncodilatatore e steroide.  
Fonti: GINA, Global Strategy for Asthma Management and Prevention, 2026
7. 6 / 10  
Un paziente di 68 anni con riacutizzazione acuta di BPCO presenta dispnea grave, acidosi respiratoria (pH 7.28, PaCO2 58 mmHg) e tachipnea nonostante la terapia medica ottimizzata.  
Quale supporto ventilatorio è indicato in prima istanza, se non vi sono controindicazioni?  
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**Risposta: B.** Ventilazione non invasiva a due livelli di pressione, con monitoraggio ravvicinato

**Spiegazione:** Con pH 7,28 e PaCO2 58 mmHg nonostante terapia medica, la ventilazione non invasiva è indicata se il paziente collabora e protegge le vie aeree, con controllo clinico ed emogasanalitico ravvicinato. L'intubazione si riserva a controindicazioni o mancata risposta; l'ossigeno va titolato evitando l'iperossia.

  * **A.** L'intubazione è indicata in caso di controindicazioni o fallimento della ventilazione non invasiva, o in presenza di condizioni che richiedono protezione delle vie aeree.
  * **C.** L'ossigeno va titolato, in genere con obiettivo di saturazione 88-92% nei pazienti a rischio di ritenzione di CO2; l'iperossia può aggravare l'ipercapnia.
  * **D.** Il bicarbonato non corregge la causa ventilatoria dell'acidosi e può aumentare la produzione di CO2.  
Fonti: GOLD, Global Strategy for the Diagnosis, Management, and Prevention of COPD, 2025; ERS/ATS, Clinical Practice Guidelines: Noninvasive Ventilation for Acute Respiratory Failure, 2017
8. 7 / 10  
Una donna di 32 anni riferisce tosse secca persistente da 2 mesi, astenia, artralgie alle caviglie e noduli sottocutanei eritematosi e dolenti sulla superficie anteriore delle gambe (eritema nodoso). La radiografia del torace mostra linfoadenomegalie ilari bilaterali simmetriche senza infiltrati parenchimali. Gli esami mostrano lieve ipercalcemia.  
Qual è il quadro più probabile, compresa la stadiazione radiologica, e in questa presentazione tipica è necessaria una biopsia?  
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**Risposta: D.** Sarcoidosi con presentazione tipica di sindrome di Löfgren, stadio I di Scadding; se il quadro è classico e sono escluse alternative, si può evitare la biopsia

**Spiegazione:** Eritema nodoso, artralgie alle caviglie e adenopatie ilari bilaterali costituiscono la sindrome di Löfgren, una presentazione tipica della sarcoidosi. La radiografia corrisponde allo stadio I di Scadding; quando il quadro è classico e non vi sono elementi atipici, si può porre diagnosi senza biopsia dopo aver valutato diagnosi alternative.

  * **A.** L'eritema nodoso e la linfoadenopatia ilare bilaterale simmetrica in una giovane donna asintomatica depongono per sarcoidosi; la TBC ha solitamente un quadro asimmetrico e infiltrati apicali.
  * **B.** Il linfoma si presenta tipicamente con linfoadenopatia asimmetrica, sintomi B (febbre, calo ponderale, sudorazioni notturne) ed è raro che si presenti con eritema nodoso e linfoadenopatia ilare simmetrica isolata.
  * **C.** Non vi è esposizione professionale descritta, né reperto radiologico di silicosi.  
Fonti: ATS, Diagnosis and Detection of Sarcoidosis, 2020; ERS clinical practice guidelines on treatment of sarcoidosis, 2021
9. 8 / 10  
Un uomo di 74 anni viene condotto in PS per febbre, tosse produttiva e disorientamento spazio-temporale di nuova insorgenza. All'esame fisico: FR 32/min, PA 85/50 mmHg. Gli esami ematici evidenziano un'azotemia di 54 mg/dL (Urea > 7 mmol/L). L'RX torace mostra un addensamento lobare inferiore destro.  
Calcolando il punteggio di gravità CURB-65 per questa polmonite acquisita in comunità (PAC), qual è la destinazione clinica e la gestione terapeutica più appropriata?  
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**Risposta: C.** CURB-65 = 5; ricovero urgente, valutazione per terapia intensiva e antibiotici EV tempestivi

**Spiegazione:** Il CURB-65 è 5: confusione, urea >7 mmol/L, frequenza respiratoria ≥30/min, pressione sistolica <90 mmHg e età ≥65 anni valgono un punto ciascuno. Il punteggio elevato, insieme a ipotensione e alterazione dello stato mentale, richiede ricovero urgente, valutazione per livello di cura intensivo e antibiotici empirici tempestivi secondo protocolli locali.

  * **A.** Il punteggio non è 1: il paziente ottiene punti per confusione, urea elevata, tachipnea, ipotensione ed età almeno 65 anni.
  * **B.** Il punteggio è 5 e l'ipotensione con confusione richiede ricovero urgente e valutazione intensiva, non semplice reparto senza triage della gravità.
  * **D.** Il quadro presenta cinque criteri CURB-65 e una polmonite documentata; non è compatibile con rischio basso o sola osservazione domiciliare.  
Fonti: NICE NG250, Pneumonia: diagnosis and management, 2025; British Thoracic Society, Guidelines for the management of community acquired pneumonia, 2009
10. 9 / 10  
Una donna di 62 anni giunge in PS per improvvisa comparsa di dispnea e dolore toracico di tipo pleurico. Ha subito un intervento di protesi d'anca 10 giorni fa ed è in terapia con profilassi eparinica domiciliare. All'esame obiettivo: FC 115/min, PA 120/80 mmHg, SpO2 90% in aria. L'emogasanalisi mostra ipossia e ipocapnia. All'esame dell'arto inferiore destro si apprezza edema e dolore al polpaccio. L'indice di probabilità clinica di Wells depone per un'alta probabilità di embolia polmonare (EP).  
Qual è lo step diagnostico successivo raccomandato dalle linee guida ESC in questa paziente emodinamicamente stabile ad alta probabilità clinica?  
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**Risposta: D.** Eseguire direttamente un'angio-TC polmonare (CTPA) saltando il dosaggio del D-Dimero

**Spiegazione:** L’alta probabilità clinica di embolia polmonare in una paziente stabile richiede imaging diagnostico, di norma angio-TC se non controindicata. Il D-dimero è utile soprattutto quando la probabilità pre-test è bassa o intermedia e non esclude in modo affidabile l’EP ad alta probabilità.

  * **A.** Il D-dimero ha un alto valore predittivo negativo ma è indicato solo nei pazienti a bassa o intermedia probabilità clinica. In caso di alta probabilità, un D-dimero negativo non consente di escludere l'EP con sicurezza sufficiente, quindi non va dosato.
  * **B.** La trombolisi è indicata solo nei pazienti con EP ad alto rischio (emodinamicamente instabili, shock o ipotensione persistente). Questa paziente è emodinamicamente stabile.
  * **C.** Esame inappropriato ed inutile in acuto.  
Fonti: ESC/ERS, Guidelines for acute pulmonary embolism, 2019
11. 10 / 10  
Un bambino di 6 anni con storia di asma bronchiale giunge in pronto soccorso per dispnea insorta dopo un'infezione delle alte vie respiratorie. All'esame obiettivo presenta sibili espiratori diffusi, rientramenti intercostali e tachipnea (FR 34/min). La saturazione è 93% in aria ambiente.  
Qual è la terapia inalatoria e sistemica iniziale raccomandata per l'attacco d'asma acuto moderato?  
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**Risposta: C.** Salbutamolo per via inalatoria tramite distanziatore (4-10 puff ogni 20 minuti per la prima ora) associato a steroide sistemico per via orale (es. prednisone o metilprednisolone).

**Spiegazione:** Sibili diffusi, rientramenti e saturazione ridotta indicano un attacco asmatico che richiede trattamento tempestivo e rivalutazione della gravità. Si somministra salbutamolo inalatorio, preferibilmente con distanziatore, e si avvia precocemente un corticosteroide sistemico nell’attacco moderato o grave; l’ossigeno è titolato se necessario. La risposta clinica guida i trattamenti successivi.

  * **A.** I cortisonici inalatori non sostituiscono la somministrazione di steroidi sistemici per via orale/EV nella fase acuta, e la teofillina ha un basso indice terapeutico e non è più usata in prima linea.
  * **B.** La via endovenosa del salbutamolo è riservata ai casi gravi refrattari in terapia intensiva per il rischio di aritmie.
  * **D.** La broncodilatazione inalatoria immediata è fondamentale per risolvere l'ostruzione; la radiografia del torace non è un esame di routine nell'attacco d'asma semplice.  
Fonti: Linee Guida GINA Asma Pediatrico; Linee Guida SIP Gestione Asma Acuto

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