# Concorso SSM Infettivologia: 10 quiz con soluzioni

> 10 quiz gratuiti di infettivologia per il Concorso SSM, con soluzione e spiegazione, da una banca di 31 domande. Senza registrazione.

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Last updated: 2026-10-31

Infettivologia al concorso SSM valuta focolaio, germe e terapia. Serve riconoscere la sepsi, prelevare emocolture prima dell'antibiotico nel paziente stabile e scegliere una copertura empirica secondo le indicazioni italiane. Si aggiungono le malattie a notifica obbligatoria, la tubercolosi, le infezioni correlate all'assistenza e i germi multiresistenti. Il test chiede anche la rivalutazione a 48 72 ore e la de escalation.

## Dove si perdono punti

* Iniziare l'antibiotico senza emocolture quando il paziente è stabile.
* Dimenticare il controllo del focolaio in ascesso, articolazione infetta o ostruzione urinaria.
* Non notificare una malattia soggetta a denuncia obbligatoria.
* Proseguire una terapia ad ampio spettro nonostante l'antibiogramma consenta la de escalation.

**Linea guida di riferimento:** Il concorso SSM segue le linee guida della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, le indicazioni del Ministero della Salute e dell'ISS.

Dieci domande di infettivologia nello stile del Concorso SSM, con la risposta corretta e il ragionamento. Vengono dalla banca domande di IT.med, che ha 31 domande di infettivologia.

[Simulazione gratuita a tempo](https://medhub.one/practice/concorso-ssm/mock)

1. 1 / 10  
Un lattante di 2 mesi viene ricoverato per pertosse confermata tramite PCR su tampone nasofaringeo. I genitori ed un fratello di 5 anni (regolarmente vaccinato) vivono nella stessa casa.  
Qual è la raccomandazione corretta per la profilassi dei contatti stretti secondo le linee guida di sanità pubblica?  
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**Risposta: C.** Avviare tempestivamente la chemioprofilassi con un macrolide nei conviventi, anche vaccinati, secondo la valutazione di sanità pubblica e con particolare urgenza per proteggere i lattanti.

**Spiegazione:** La pertosse può essere grave nei primi mesi di vita, perciò la gestione dei conviventi mira soprattutto a limitare la trasmissione ai lattanti. La profilassi con macrolide va avviata tempestivamente secondo le indicazioni dell’autorità sanitaria e il tempo dall’esposizione; lo stato vaccinale non garantisce protezione completa. Vaccinazione e profilassi post-esposizione hanno finalità e tempi diversi.

  * **A.** La profilassi deve essere avviata prima della comparsa dei sintomi per essere efficace nel prevenire la diffusione della malattia.
  * **B.** La vaccinazione di richiamo è utile a lungo termine ma non protegge nell'immediato post-esposizione, per il quale è necessaria la chemioprofilassi antibiotica.
  * **D.** L'isolamento prolungato senza antibiotici non è raccomandato. Il trattamento con macrolidi riduce la contagiosità del caso indice a 5 giorni dall'inizio della terapia.  
Fonti: Linee Guida Ministero della Salute Pertosse; Red Book AAP - Pertussis Prophylaxis
2. 2 / 10  
Un bambino di 4 anni si presenta con febbre alta, cefalea, vomito a getto, rigidità nucale e letargia. Si sospetta una meningite batterica acuta.  
Qual è il trattamento farmacologico empirico di scelta da avviare immediatamente in pronto soccorso dopo l'esecuzione degli esami colturali?  
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**Risposta: A.** Ceftriaxone o cefotaxime EV e desametasone EV prima o con la prima dose antibiotica, senza ritardare l’antibiotico.

**Spiegazione:** Nel bambino di 4 anni con forte sospetto di meningite batterica si avvia subito una cefalosporina di terza generazione per via endovenosa, dopo i prelievi colturali se questo non ritarda la terapia. Si somministra desametasone EV prima o con la prima dose antibiotica; una volta identificato il microrganismo, si prosegue soprattutto per pneumococco o Haemophilus influenzae tipo b. La terapia orale o l’attesa di test virali non sono appropriate in questo quadro.

  * **B.** La meningite è un'emergenza medica che richiede antibiotici per via endovenosa ad alte dosi, non per via orale.
  * **C.** Gli aminoglicosidi hanno una scarsa penetrazione attraverso la barriera ematoencefalica e non sono indicati in monoterapia.
  * **D.** L'aciclovir è indicato per l'encefalite da HSV, ma il quadro clinico e la rigidità nucale depongono fortemente per una meningite batterica, che richiede antibiotici immediati.  
Fonti: NICE NG240, Meningitis (bacterial) and meningococcal disease, 2024; ISS, area pediatrica
3. 3 / 10  
Un lattante di 5 mesi in trattamento chemioterapico per una leucemia linfoblastica acuta è stato esposto ieri a un fratello con varicella. Non è vaccinato e non ha mai avuto la malattia.  
Qual è la profilassi post-esposizione indicata?  
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**Risposta: B.** Immunoglobuline specifiche il prima possibile ed entro 96 ore

**Spiegazione:** Le persone ad alto rischio di varicella grave, come gli immunodepressi e alcuni neonati, devono ricevere immunoglobuline specifiche se esposte. L'immunoprofilassi passiva va somministrata quanto prima e comunque entro 96 ore dall'esposizione. Il vaccino antivaricella è vivo attenuato e non è indicato nel bambino immunodepresso, per il rischio di infezione vaccino-correlata.

  * **A.** Il vaccino è vivo attenuato e non è somministrabile in un bambino immunodepresso; in questo caso serve l'immunoprofilassi passiva.
  * **C.** L'acyclovir orale non è raccomandato come profilassi post-esposizione.
  * **D.** L'allattamento non sostituisce la profilassi e il lattante resta ad alto rischio di forma grave.  
Fonti: ISS EpiCentro, Varicella
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5. 4 / 10  
Un uomo di 40 anni, di recente immigrazione, presenta tosse da tre settimane, sudorazioni notturne e calo ponderale. La radiografia del torace mostra infiltrazione del lobo superiore destro con cavitazione.  
Qual è la prima azione più appropriata?  
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**Risposta: D.** Isolare il paziente e raccogliere campioni microbiologici

**Spiegazione:** Il sospetto di tubercolosi polmonare attiva richiede l'isolamento respiratorio immediato e la raccolta di campioni respiratori per microscopia, test molecolare e coltura. La conferma microbiologica guida la scelta del regime terapeutico e delle indagini di contatto. Una terapia antibiotica empirica o steroidea prima dei campioni ritarda la diagnosi e non è indicata.

  * **A.** Un ciclo antibiotico empirico non è la priorità e ritarda la diagnosi microbiologica della tubercolosi.
  * **B.** La broncoscopia non è il primo passo se i campioni respiratori possono essere raccolti in modo non invasivo.
  * **C.** I corticosteroidi non sono indicati nel sospetto di tubercolosi e possono favorirne la progressione.  
Fonti: Organizzazione Mondiale della Sanità, Linee guida consolidate sulla tubercolosi, modulo 4: trattamento, 2022
6. 5 / 10  
Un bambino di 10 mesi, non vaccinato, è stato a contatto due giorni fa con un compagno con morbillo confermato. È asintomatico e non ha controindicazioni alla vaccinazione.  
Qual è l'intervento di profilassi post-esposizione più appropriato?  
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**Risposta: D.** Somministrare il vaccino MPR entro 72 ore dall'esposizione

**Spiegazione:** Dopo l'esposizione al morbillo il vaccino MPR è efficace se somministrato entro 72 ore. Le immunoglobuline si usano entro il sesto giorno nei soggetti che non possono ricevere il vaccino. In questo bambino di 10 mesi, senza controindicazioni, la vaccinazione è la scelta corretta.

  * **A.** Le immunoglobuline sono riservate a chi non può essere vaccinato, come i lattanti sotto i 6 mesi o gli immunodepressi.
  * **B.** Il morbillo è virale e l'antibiotico non ha alcun ruolo nella profilassi.
  * **C.** Attendere l'esantema significa rinunciare alla finestra utile per la profilassi.  
Fonti: ISS EpiCentro, Morbillo, aggiornato 3 luglio 2026
7. 6 / 10  
Una donna di 70 anni presenta da due giorni dolore urente a distribuzione dermatomerica al torace, con vescicole su base eritematosa. Non ha deficit visivi è le lesioni sono comparse da meno di 72 ore.  
Qual è la terapia più appropriata?  
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**Risposta: C.** Valaciclovir orale iniziato precocemente con analgesia

**Spiegazione:** Nell'herpes zoster il trattamento con un antivirale sistemico, come valaciclovir o aciclovir, va iniziato entro 72 ore dalla comparsa delle lesioni per ridurre la durata e il rischio di nevralgia post-erpetica. L'analgesia adeguata e parte integrante della gestione. La terapia topica da sola e i corticosteroidi senza antivirale non sono sufficienti e possono favorire complicanze.

  * **A.** La terapia topica da sola non è adeguata e non riduce la durata né le complicanze del herpes zoster.
  * **B.** Non vi è segno di sovrainfezione batterica e l'antibiotico non tratta la causa virale.
  * **D.** I corticosteroidi da soli non sono efficaci e possono favorire la diffusione virale.  
Fonti: Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro, Herpes zoster
8. 7 / 10  
Un lattante di 2 mesi presenta da 10 giorni tosse stizzosa divenuta parossistica, con accessi seguiti da cianosi e apnea. All'esordio aveva solo rinite e febbre lieve.  
Quale fase della pertosse corrisponde al quadro attuale?  
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**Risposta: D.** Fase parossistica, con accessi di tosse, cianosi e apnea

**Spiegazione:** La pertosse inizia con una fase catarrale di una o due settimane, simile a un raffreddore. Segue la fase parossistica, in cui la tosse diventa accessionale e nei lattanti può causare cianosi, apnea e vomito. La fase di convalescenza viene dopo e la tosse può durare a lungo.

  * **A.** La fase catarrale è quella iniziale, già superata, e non spiega gli accessi con cianosi.
  * **B.** La convalescenza segue la fase parossistica e non è compatibile con un quadro in peggioramento.
  * **C.** L'incubazione dura circa dieci giorni ed è asintomatica, mentre qui i sintomi sono conclamati.  
Fonti: ISS EpiCentro, Pertosse
9. 8 / 10  
Una donna di 34 anni ha febbre 39°C, brividi, dolore al fianco destro e disuria da due giorni. Non è incinta e non ha allergie. Non ha segni di sepsi.  
Qual è l'approccio più appropriato?  
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**Risposta: B.** Terapia antibiotica empirica sistemica con raccolta di urinocoltura

**Spiegazione:** La pielonefrite acuta non complicata richiede una terapia antibiotica sistemica empirica, scelta in base alla gravità, alle resistenze locali e alle allergie, con urinocoltura per guidare l'eventuale adeguamento. La risposta clinica va rivalutata nelle prime 48-72 ore e il ricovero si considera in caso di sepsi, vomito incoercibile o complicanze. La sola terapia sintomatica o topica non è adeguata.

  * **A.** La pielonefrite è una infezione batterica del tratto urinario superiore e richiede terapia antibiotica, non sola osservazione.
  * **C.** L'antibiotico topico non raggiunge il rene e non è efficace nella pielonefrite.
  * **D.** Il cortisone non tratta l'infezione e può favorirne la progressione.  
Fonti: Istituto Superiore di Sanita, EpiCentro, Antibiotico-resistenza
10. 9 / 10  
Un uomo di 60 anni con diabete presenta da due giorni dolore intenso alla coscia con cute tesa, chiazze livide e crepitio. È febbricitante e ipoteso, con leucocitosi marcata e lattati elevati.  
Qual è la condotta più appropriata?  
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**Risposta: D.** Debridement chirurgico urgente associato ad antibiotici ad ampio spettro

**Spiegazione:** La fascite necrotizzante è un'emergenza chirurgica in cui il controllo della fonte con debridement ampio e precoce dei tessuti necrotici è determinante, insieme ad antibiotici ad ampio spettro e supporto emodinamico. Rimandare l'intervento per ottenere immagini o affidarsi ai soli antibiotici aumenta la mortalità.

  * **A.** Nel quadro descritto la sola terapia antibiotica non controlla la necrosi dei tessuti e non basta.
  * **B.** Il quadro clinico è sufficiente per agire e attendere l'imaging ritarda il controllo della fonte.
  * **C.** L'ossigenoterapia iperbarica è un supporto e non sostituisce la rimozione chirurgica del tessuto necrotico.  
Fonti: Linee guida della World Society of Emergency Surgery (WSES), 2024
11. 10 / 10  
Un bambino di 3 anni non vaccinato presenta febbre elevata, tosse, congiuntivite ed esantema comparso da due giorni. Il pediatra illustra ai genitori il rischio di complicanze.  
Quali sono le complicanze più gravi del morbillo?  
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**Risposta: C.** Polmonite ed encefalite acuta

**Spiegazione:** Le complicanze più gravi del morbillo sono la polmonite, che può complicare una quota dei casi, e l'encefalite acuta, che interessa circa un caso su mille. Nei bambini piccoli e negli immunodepressi il rischio è maggiore. La sorveglianza clinica deve cercare segni respiratori e neurologici.

  * **A.** Queste complicanze non sono tipiche del morbillo e orientano verso altre condizioni.
  * **B.** Il coinvolgimento cardiaco non è tra le complicanze maggiori del morbillo.
  * **D.** La pancreatite e la colelitiasi non rientrano nel quadro complicato del morbillo.  
Fonti: ISS EpiCentro, Morbillo, aggiornato 3 luglio 2026

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